Bookshop museali: pensare al proprio pubblico

Quando si pensa alla propria clientela dei bookshop museali si deve ragionare a 360 gradi e creare le migliori condizioni possibili per soddisfare ogni tipo di pubblico. Questo articolo vuole essere un escursus sulla clientela di un bookshop che, basandoci sulla nostra esperienza,  ci dà un dato sicuro su cui riflettere: “ogni cliente è visitatore di un museo”.

Bookshop Museali

Sembrerà una provocazione ma questo dato ci deve assolutamente far riflettere. Chi sono i nostri visitatori? Sicuramente persone attratte dalle arti in genere, persone che amano emozionarsi e che attraverso il museo vogliono arricchirsi.
Con queste basi dobbiamo predisporre una gamma di articoli, gadget e merchandising il più possibile orientata alle emozioni, capace anche di soddisfare il gusto artistico sotto più forme e materiali. Pensiamo ad articoli che arricchiscono le persone e la loro vita quotidiana: ad esempio scegliere soprammobili, anche se personalizzati, significa non dar vita ai nostri prodotti e questo non favorirà nella clientela l’alone emozionale che in loro ha suscitato la visita al museo e potrebbe essere tradotto in poca attenzione agli articoli esposti nel bookshop.

 

Bookshop museali e bambini: non solo peluche

I bambini sono sicuramente il pubblico che maggiormente viene attratto in maniera istintiva dalle forme e non dai materiali; pensiamo ai bambini o ai ragazzi non solo attraverso un merchandising museale basato su peluche o simili, cerchiamo quindi di proporre articoli di carattere ludico come carte da gioco o giochi di memoria.
Questo favorirà la reputation dello store creando condizioni migliori per attrarre l’attenzione dell’adulto che poi necessariamente dovrà gestire la scelta dell’articolo da acquistare per il proprio bambino o ragazzo che sia.

 

 

Articoli e gadget museali per uomini o donne?

In questo ci può aiutare il reparto commerciale del museo con statistiche e dati alla mano; alcuni musei o esposizioni permanenti potrebbero essere preferite ed attrarre maggiormente sia l’uno che l’altro sesso. Spesso i gadget personalizzati legati al bookshop museale sono pensati per un pubblico unisex: questo favorisce ed agevola la scelta del prodotto inizialmente ma potrebbe non soddisfare appieno il nostro target finale se le sue caratteristiche pendono dall’una o dall’altra parte.
Pensare alla stagionalità degli articoli potrebbe darci spunti di riflessione per orientarsi a clientele diversificate; infatti mentre in estate le vacanze ci offrono un pubblico più legato alla famiglia, in inverno e primavera potrebbero aumentare le visite legate agli ambienti scolastici ed universitari ed un turismo legato a piccoli gruppi.

 

Terza età? Una clientela importante per il nostro bookshop

Il cliente over è sicuramente un profilo da tenere in considerazione sia per la scelta degli articoli sia per quanto concerne il prezzo. Statisticamente il cliente in terza età è un cliente che “potrebbe” spendere qualcosa di più ed è quindi importante scegliere articoli orientati in questa ottica: articoli personalizzati con oggetti preziosi oppure gadget di qualità superiore e magari anche di dimensioni maggiori. Il cliente del bookshop over è una figura meno legata ad articoli commerciali “di tendenza” è potrebbe essere maggiormente attratto da oggettistica più retrò o vintage sempre con un occhio attento alla qualità intrinseca del prodotto.